🇲🇷 Mauritania

Erg Amatlich

«Allontanate le vostre tende, avvicinate i vostri cuori», dice un proverbio sahariano.

L'Amatlich è un lungo e stretto cordone dunale che dispiega grandi dune dorate dalle quali emergono scogliere rocciose ocra, e le cui oasi sono autentici rifugi di serenità. Il tuo trekking dolce parte da Lemoïleh, a pochi chilometri da Atar, luogo di ritrovo delle guide dell'Adrar per serate di festa attorno al tradizionale méchoui. All'alba costeggi la catena dell'Adrar fino alle magnifiche gole di Vocht. La risalita del canyon regala un panorama a 360° prima di raggiungere la piana di Eyreche e le prime dune dell'erg Amatlich. Dal palmeto di Gleïtat, a sud dell'Adrar, il cordone dunale serpeggia per oltre 400 km verso l'Atlantico. In compagnia della tua carovana di dromedari avanzi tra le dune splendenti dell'Amatlich, che si tingono di porpora sotto il sole. Di oasi in oasi, di pozzo in pozzo, raggiungi attraverso l'altopiano il vertiginoso passo di Tifoujar: dall'alto, dune e sassi colorati dall'acqua e dal sole appaiono all'interno di una faglia. La guida ti indicherà la Valle Bianca, uno dei luoghi magici dell'Adrar. Attraverso un canyon dalle gole incassate, dove le dune sembrano abbracciare la roccia, raggiungi il canyon di N'Tezent per contemplare le costellazioni: qui il cielo sembra a portata di mano. Infine, passando per il passo di N'Tourvine — uno dei più impressionanti della regione, con la sua atmosfera da western sahariano — arrivi alla segreta gola di Terjit, una sacca di verde dove canta un ruscello e senza dubbio la più bella oasi di tutta la Mauritania. All'ombra delle palme da dattero e delle pareti rocciose, il luogo ideale per sorseggiare un bicchiere di tè mentre altri si concedono un bagno rinfrescante.

Cosa vedere

Oasi di Maaden

A differenza delle altre oasi dell'Adrar, quella di Maaden è relativamente recente. Fondata negli anni Settanta, è diventata — su iniziativa dell'erudito sufi Cheikh Mohamed Lemine Sidina, guida spirituale di una confraternita tijaniyya ed ex sindaco e senatore del distretto di Aoujeft, nella regione dell'Adrar — un villaggio comunitario fondato sull'uguaglianza e sulla condivisione. Sostenuto da valori di mutuo aiuto, solidarietà e vita collettiva, il progetto ha permesso a Maaden di svilupparsi. Anni dopo, Pierre Rabhi, grande figura dell'agroecologia in Francia, vi ha lanciato il suo ultimo progetto prima di morire, convincendo in particolare gli abitanti a rinunciare ai fertilizzanti chimici. Oggi l'oasi ospita circa 2.000 abitanti, tra cui numerosi Mori appartenenti a diverse tribù, ed è costellata di orti in cui si coltivano carote, barbabietole e fagioli. Chiamata Maaden el Ervâne, «la miniera della conoscenza», è nota per i suoi progetti comunitari ma soprattutto per la straordinaria ospitalità dei suoi abitanti: conquisterà senza dubbio ogni viaggiatore in cerca di autenticità.

Naturale

El Meddah

La guelta di Tajemleilit, incastonata in uno stretto canyon, lascia sfuggire tra le palme un sottile ruscello d'acqua limpida per circa 800 metri. Seguendo la gola, sbuchiamo sulle prime palme dell'opulenta regione dell'Amatlich. Raggiunto l'altopiano, dominiamo ora la valle di El Meddah. Qui, incuneato tra le grandi dune dell'erg Amatlich e le falesie color malva dell'Adrar, il borgo di El Meddah cresce e prospera nonostante l'isolamento. La società moresca vive in quasi autarchia, secondo un ritmo stabilito da secoli.

Amazmaz (Adrar) — Arte rupestre neolitica e guelte del Sahara mauritano

Il sito di Amazmaz si trova nella parte occidentale dell'altopiano dell'Adrar, in Mauritania, a circa 300 km a nord-est di Nouakchott. Questo tesoro sahariano ancora poco conosciuto riunisce in un unico luogo una preistoria affascinante e uno spettacolare ecosistema oasiano. Il terreno è disseminato di vestigia: Amazmaz fu un immenso laboratorio di scheggiatura, dove le comunità pastorali del Neolitico hanno abbandonato sulla sabbia migliaia di utensili in pietra scheggiata. Riparata sotto un vasto strapiombo roccioso, una stazione di arte rupestre di primo piano conserva pitture e incisioni che raffigurano scene di vita quotidiana e la fauna selvatica che percorreva un Sahara allora verde e umido. Più in basso, sul fondo di un valloncello roccioso, le guelte di Amazmaz — vasche d'acqua orlate di sabbia fine — creano un contrasto sorprendente con l'aridità del rilievo e offrono agli escursionisti un luogo di riposo all'ombra. Tappa di una bellezza selvaggia straordinaria, Amazmaz si inserisce naturalmente nei circuiti di trekking dell'Adrar in partenza da Atar; le agenzie locali, come quelle le cui spedizioni sono condivise su Azoueiga Tours, vi fanno volentieri sosta.

Timinit (Adrar) — Uadi, gole e palmeti del Sahara mauritano

Timinit — nome che indica l'uadi Timinit, le gole di Timinit e la località di Grâret Timinit — è un'area geografica e un sito naturale notevole della regione dell'Adrar, nel centro-nord della Mauritania, nonché una meta di primo piano del turismo sahariano e dei trekking cammellati. L'uadi Timinit si trova nel massiccio dell'Adrar: serpeggia lungo il bordo occidentale di questo altopiano arido, vicino ad altri grandi uadi come l'uadi El Abiod (la Valle Bianca) e Toueïrga. Il paesaggio unisce un vasto mare di sabbia e imponenti massicci dunari, gole scoscese e pareti rocciose scolpite dall'erosione, oltre a zone coltivate (grâret) e palmeti verdeggianti che contrastano con l'aridità circostante. Tappa chiave per chi esplora il Sahara mauritano, Timinit è raggiungibile soprattutto da Atar: numerosi itinerari di trekking con i dromedari, da una a due settimane, attraversano l'uadi per collegare la città storica di Chinguetti all'oasi di Terjit o al villaggio di El Maaden. Il sito è inoltre segnalato come punto di osservazione ornitologica (hotspot eBird) per uccelli del deserto come il lanario o l'usignolo d'Africa, e l'area è tradizionalmente frequentata dagli allevatori nomadi di dromedari e capre, in particolare degli Idawali e degli Ideïchilli. I pozzi dell'uadi Timinit sono punti d'acqua vitali per la sopravvivenza di carovane e greggi; lo stile di vita è rimasto molto autentico, fondato sulla complementarità tra la vita sotto la tenda degli allevatori e l'agricoltura stanziale delle oasi vicine.

Amatil (Adrar) — Dune dorate, battaglia del 1908 e museo

Amatil è uno dei siti naturali e storici più significativi dell'Adrar, in Mauritania: qui la memoria della resistenza nazionale incontra la bellezza del deserto sahariano. La sua cintura di dune dorate si estende per oltre 130 chilometri, punteggiata di luoghi che raccontano la storia degli antenati. Il 30 dicembre 1908 Amatil fu teatro di una delle battaglie più accanite contro la colonizzazione francese: lo sceicco Hassana ould Cheikh Ma El Ainin vi guidò circa 600 combattenti contro l'esercito d'occupazione comandato dal capitano Pablon. Lo scontro dimostrò la tenacia dei mauritani e ostacolò l'avanzata delle truppe francesi verso Atar. Un museo allestito sul posto raccoglie testimonianze, oggetti e armi che documentano quell'epoca e perpetuano il ricordo degli eroi della resistenza. Dal punto di vista geografico, Amatil è un mare di sabbia la cui formazione risale a circa 25.000 anni fa: le sue alte dune sono ideali per i raid in 4x4, i lunghi trekking con i dromedari e i bivacchi sotto le stelle, e il paesaggio unisce sabbia dorata e fine, scarpate rocciose scure e impervi passaggi montani come il celebre passo di Tifoujar. Custodisce inoltre palmeti e valli fertili, come l'oasi di Jelitat, rifugio fresco per i viaggiatori e vetrina della vita beduina, oltre a siti neolitici che testimoniano un popolamento antichissimo.

Foum Tizîgui (Adrar) — La porta di sabbia dell'erg Amatil

Esistono luoghi in cui il deserto accetta di aprire una porta: Foum Tizîgui è uno di questi. Questo passo mitico dell'Adrar, in Mauritania, è una delle rare soglie che permettono di attraversare in sicurezza l'erg Amatil, gigantesco cordone dunare quasi invalicabile che si estende per quasi 400 chilometri. Qui la pista si insinua in una muraglia di sabbia dorata e, in poche centinaia di metri, fa passare da un mondo all'altro: le rocce nere del massiccio dell'Adrar alle spalle, l'immensità dell'erg davanti. Tanto tecnico quanto spettacolare, questo tracciato ha segnato la storia dei grandi rally sahariani, tra cui la Parigi-Dakar, e resta un passaggio obbligato dei trekking cammellati e dei circuiti d'avventura che collegano Atar alle oasi isolate della regione, come quella di El Meddah. Vi si arriva spesso a fine giornata, quando la luce radente incendia le creste delle dune; si monta il bivacco sotto le stelle, ai piedi della muraglia di sabbia, per ripartire al mattino dalla porta del deserto.